News  
     
 

Archivio News

2020

2019

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006



 
08/09/2020 | LA VOCE DEI VOLONTARI

In questo periodo così complicato ci siamo trovati a dover modificare il nostro concetto di “distanza” e conseguentemente quello di “vicinanza”. Ciò ha riguardato tutti gli ambiti della nostra vita: la famiglia, il lavoro, le relazioni sociali, il tempo libero e l’essere volontario. Non significa necessariamente che il cambiamento assume un’accezione positiva o negativa, ma bisogna tenere a mente che esiste e che è diventato reale. Questo periodo ha modificato il nostro modo di vivere ma soprattutto il nostro modo di vedere e di percepire ciò che ci circonda.


Durante questi mesi di lockdown i volontari di A.B.C. si sono impegnati per continuare a garantire una continuità, seppur in forma diversa, alle famiglie ed ai bambini ricoverati nel reparto di Chirurgia del Burlo.

Sono state sviluppate delle attività a distanza, come ad esempio il progetto del “Il volontariato sul filo” che ha permesso ai volontari di creare delle storie, delle attività e di realizzare delle letture che potessero arrivare a tutte quelle famiglie che da casa seguivano e seguono A.B.C. Anche le accoglienze hanno assunto una nuova forma e per garantire le norme anti-COVID 19 si sono modificate. Così come le attività della raccolta fondi che hanno dovuto subire uno stop.Ma credo che la cosa importante, al di là della forma, sia la presenza, la continuità, la gioia, l’entusiasmo e l’impegno che i volontari hanno impiegato e stanno impiegando in questo momento così complesso per tutti. Anche se le attività si sono momentaneamente interrotte o modificate non hanno cambiato il significato ed il perché della loro esistenza.
Questo periodo ha dimostrato che far parte di un gruppo di volontari ed essere un volontario non si limita al tempo che concretamente si passa all’interno del reparto di Chirurgia o nelle attività della raccolta fondi o durante le accoglienze delle famiglie, né tanto meno si racchiude negli incontri di formazione continua o negli incontri dedicati alla realizzazione e condivisione di nuovi strumenti e programmazione di eventi, ma essere volontari significa esserlo in ogni istante della propria vita. È come se entrasse a far parte del proprio essere: un pensiero verrà sempre dedicato ai bambini ed alle loro famiglie, anche quando la nostra mente è impegnata a preoccuparsi di ciò che accade nel mondo che la circonda. Spesso, nelle voci dei volontari, abbiamo letto che per i volontari di A.B.C., far parte di questo gruppo significa far parte di una grande famiglia e sono momenti come questi che lo dimostrano: l’affetto e la vicinanza, quando in realtà era la distanza fisica che ci caratterizzava, sono stati gli elementi che hanno continuato a nutrire il gruppo dei volontari: un messaggio, una chiamata, una video-chiamata fino alla realizzazione di contenuti, ci ha permesso prima di tutto di rimanere uniti come gruppo perché solamente in questo modo riusciamo ad essere presenti e soprattutto vicini alle famiglie ed ai bambini che hanno continuato a vivere delle situazioni ancor più complesse. 

Quindi non possiamo più, a parere mio, distinguere tra vicinanza e distanza ma dovremmo ulteriormente suddividerle in vicinanza fisica e non fisica e distanza fisica e non fisica, perché in realtà esse non sono determinate solamente dalla presenza della persona ma dipendono anche dalla presenza emotiva, che in A.B.C. non si è mai modificata.

Spesso, nelle voci dei volontari, abbiamo letto che per i volontari di A.B.C., far parte di questo gruppo significa far parte di una grande famiglia e sono momenti come questi che lo dimostrano: l’affetto e la vicinanza, quando in realtà era la distanza fisica che ci caratterizzava, sono stati gli elementi che hanno continuato a nutrire il gruppo dei volontari: un messaggio, una chiamata, una video-chiamata fino alla realizzazione di contenuti, ci ha permesso prima di tutto di rimanere uniti come gruppo perché solamente in questo modo riusciamo ad essere presenti e soprattutto vicini alle famiglie ed ai bambini che hanno continuato a vivere delle situazioni ancor più complesse.

Quindi non possiamo più, a parere mio, distinguere tra vicinanza e distanza ma dovremmo ulteriormente suddividerle in vicinanza fisica e non fisica e distanza fisica e non fisica, perché in realtà esse non sono determinate solamente dalla presenza della persona ma dipendono anche dalla presenza emotiva, che in A.B.C. non si è mai modificata.





..torna alla lista news ›
 
     
  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Privacy      Credit: Altamira / Agora Web