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14/04/2020 | LA VOCE DEI VOLONTARI

La voce dei volontari di oggi è stata scritta da Giulia, la coordinatrice del gruppo dei volontari di A.B.C. che attraverso le sue parole vuole raccontare cosa significa essere volontari di A.B.C. Perché dentro a poche parole, c’è un mare di significati.


Essere volontari di A.B.C. significa entrare nel reparto di Chirurgia dell’Ospedale Burlo Garofolo. Significa entrare a contatto con tutti quei piccoli pazientini che, in realtà, sono dei super eroi… Ma non solo! I super eroi sono accompagnati sempre da qualcuno che veglia su di loro e li protegge: i loro genitori. Essere una maglietta rossa significa conoscerli, significa giocare insieme a loro ma soprattutto significa accogliere tutto ciò che in quel momento le famiglie stanno vivendo. Stanza dopo stanza, letto dopo letto, incontriamo storie di coraggio diverse, realtà nuove e conosciamo tantissime sfumature di sorrisi.

Essere volontari di A.B.C. significa anche diventare un punto di riferimento per tutte le famiglie che giorno dopo giorno accogliamo nelle nostre case. Significa diventare “ciceroni” per un giorno ma significa anche prendere per mano e accompagnare lungo un percorso incerto. L’accoglienza significa scoprirsi ed incontrarsi, prima attraverso le voci e poi grazie agli sguardi. Significa esserci e prendersi cura. Essere un volontario dell’accoglienza in A.B.C. non significa solamente aprire una porta ma significa creare uno spazio in cui accogliere la famiglia e tutto ciò che in quel momento è importante per lei.

Essere volontari di A.B.C. significa anche diventare Ambasciatori di A.B.C., significa essere portatori di un messaggio ma soprattutto di un valore. Significa essere presenti, essere partecipi… significa mettersi in gioco per permette a tutti i progetti di A.B.C. di esistere! Significa stare ad un banchetto, distribuire materiale, confezionare bomboniere e regalare idee con lo sguardo, ma soprattutto il cuore, rivolto a tutti i nostri piccoli super-eroi ed alle loro famiglie.

Spesso, nei nostri incontri parliamo di cicatrici, tutte quelle cicatrici che raccontano dei bambini e del percorso che devono affrontare. La cicatrice di per sé è un segno, è qualcosa che resta e che ricorda qualcosa che è successo: un ricordo triste ma anche un momento felice. Quanti di noi hanno una cicatrice che si sono causati da piccoli? La bicicletta, il salto dal muretto o una marachella con l’amico del cuore. Ognuno di noi porta dentro di sé dei “segni” che raccontano ciò che siamo e credo che essere un volontario di A.B.C. possa essere descritto così. D’altronde, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, sorriso dopo sorriso scopriamo e impariamo a custodire un pezzetto nuovo di noi stessi.

Essere volontari di A.B.C. significa permettere ad A.B.C. di esistere.





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