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30/03/2020 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Dare è meglio che ricevere

Il protagonista della voce dei volontari di oggi è Davide, uno studente della facoltà di Psicologia che ha scelto di svolgere il tirocinio curriculare dell’università insieme ad A.B.C. Oggi ci racconta il suo inizio e ci racconta come sta vivendo, in questo momento così particolare, la sua lontananza dai bambini e dalle loro famiglie.


Il motivo che mi ha spinto a scegliere di fare il tirocinio presso A.B.C. sono state le persone che lo compongono: durante il primo incontro mi sono subito reso conto della gentilezza e disponibilità delle ragazze che avevo davanti a me. Questo ha fatto la differenza, le persone. E bisogna dire che A.B.C. è piena di persone splendide. Ne ho conosciute tante in questi mesi: gente preparata, volonterosa di fare del bene, sempre pronta ad aiutarti, ognuno con una propria storia personale e una propria sensibilità. Durante le attività in reparto mi sono sempre sentito rispettato e tenuto in considerazione, malgrado le differenze di età che avrebbero potuto pesare. Un gruppo unito dove tutti riescono a dare sé stessi e dove senti che il tuo contributo ha fatto la differenza. Entrare in una stanza, nel microcosmo di una famiglia, mette sempre in soggezione, ma non sei solo, è un lavoro di squadra dove riesci a sentire un grande affiatamento anche con persone con cui non eri mai entrato in relazione.  Ricordo i miei primi giorni: mi sentivo allo sbaraglio come fosse il primo giorno delle elementari e provavo quella che definirei “ansia del primo giorno”. Ricordo anche che le volontarie mi hanno subito preso in simpatia, aiutandomi e introducendomi nelle stanze. Da lì ne ho fatta di strada e adesso, con il tempo, sono diventato molto più sicuro, anche se prima di entrare in una stanza mi sento sempre un po’come il primo giorno, ma ora sono consapevole di quanto quello che faccio possa fare la differenza per qualcuno, sapendo che accanto a me ho queste persone splendide.Da quando è iniziata questa emergenza nazionale mi sono reso conto davvero di quanto queste attività mi dessero in termini personali. Andare in reparto per regalare un sorriso ai bambini era un carburante importante nella mia vita di tutti i giorni, quella sensazione di aver fatto qualcosa di davvero bello e utile dava alle mie giornate un significato in più. Potrebbe paradossalmente sembrare un discorso un po’ egoista ma andare in reparto mi faceva sentire davvero appagato e me ne rendo conto più adesso che prima. Mi viene in mente il modo di dire “dare è meglio che ricevere”… avevo sempre pensato fosse solo una frase che i genitori dicono ai figli a Natale ma non è più così. Non vedo l’ora di poter tornare ad aiutare e a sentirmi così utile.





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