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03/03/2020 | LA VOCE DEI VOLONTARI

La protagonista della voce dei volontari di oggi è Teresa, una delle ragazze che sta svolgendo il suo periodo di tirocinio formativo insieme all’Associazione. Teresa ci racconta come la sua esperienza all’interno dell’Associazione la sta aiutando ad entrare in contatto con emozioni e pensieri che la aiutano anche nella sua vita personale e quotidiana.


Se mi chiedessero di dare una definizione ad A.B.C non so se ne sarei in grado. Certo, è un’associazione di volontariato per i Bambini Chirurgici del Burlo, ma non è solo questo. Non vorrei dire banalità, non vorrei chiamarla famiglia, è scontato. Tuttavia, certe volte le cose scontate sono anche le più vere. Entrando in A.B.C. ho conosciuto diverse persone, chi meglio e chi peggio, tra volontari, bambini e famiglie. Alcuni visti solo poche volte, per poche ore in reparto o durante un’accoglienza. Altri per più tempo, nel caso dei volontari incontrandoli alle riunioni, nel caso delle famiglie, purtroppo, vedendole in ospedale, anche per periodi abbastanza prolungati. E se c’è una cosa che posso dire di questa esperienza, fino ad ora a mio avviso troppo breve, è che davvero entrare in A.B.C. vuol dire iniziare a far parte di una bella famiglia.

Nonostante infatti mi senta di aver iniziato da poco, quello che percepisco di aver ricevuto e che continuo a ricevere è più di quanto mi aspettassi. Credo che una delle cose che mi rimarrà più impressa saranno le parole della mamma di Luca, un ragazzo di vent’anni che ho incontrato solo una volta in reparto. Quando entrammo nella sua stanza ricordo che iniziò a raccontarci come un signore un giorno le si avvicinò solo per chiederle che problemi avesse suo figlio e di come fosse rimasta incredula e quasi senza parole, non sapendo come rispondere a un gesto così maleducato. Dopo il racconto però guardò me e gli altri volontari nella stanza e ci sorrise. Ci disse come nonostante tutto la vita sia talmente tanto bella e abbia dato a lei e alla sua famiglia talmente tante cose positive da poi permetterle di rendersi conto come quegli avvenimenti negativi, quelle persone maleducate non siano altro che macchie che non devono andare ad incidere sulla sua felicità. E queste parole, le sue parole, anche dopo mesi di distanza le tengo nel cuore.  E mi rendo conto che possa sembrare assurdo, ma tante volte la forza che ho percepito in quella mamma, quella positività che ha espresso, che fosse vera o meno, ogni tanto spinge pure me ad andare avanti.





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