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15/10/2019 | LA VOCE DEI VOLONTARI
La protagonista dei volontari di A.B.C. di oggi è Diana, una ragazza che da qualche mese partecipa alle attività ed insieme al gruppo dei volontari, giorno dopo giorno, allieta le giornate dei bambini ricoverati nel reparto di chirurgia. Ci racconta oggi cosa significa essere per lei una volontaria di A.B.C.
Sono volontaria A.B.C. da qualche mese. Quando mi chiedono che cosa significhi essere volontario A.B.C., che cosa facciamo nel concreto noi volontari nel reparto di chirurgia pediatrica, sono contenta di poter dire che ognuno è semplicemente sè stesso. A.B.C. non chiede di seguire regole rigide né suggerisce quale sia il modo migliore di procedere, ma incita ognuno a essere spontaneo e ad esprimersi come vuole.

La prima volta che sono entrata in reparto, io l’ho fatto “in punta di piedi”. Non volendo risultare invadente, ho preferito ascoltare piuttosto che parlare, ho cercato di intercettare uno sguardo o un sorriso che confermasse che la mia presenza fosse gradita.
Giorno dopo giorno, turno dopo turno, ho capito che ogni situazione racconta una storia diversa e che preoccuparsi troppo di entrare in uno spazio privato e forse complicato non serve a molto. Essere spontanei è l’approccio migliore. D’altra parte, chi meglio dei bambini sa trasmettere quanto la spontaneità e la semplicità facilitino il contatto con gli altri?
Nella mia prima giornata come volontaria, ad esempio, sono stata accolta e conquistata dai sorrisi e dalla forza di Margherita, una splendida bambina che ha dovuto rimanere a lungo in ospedale e che ho avuto modo di incontrare più volte. Fin dall’inizio, nonostante Margherita non potesse parlare, mi ha fatto capire in un attimo di essere contenta della mia presenza ed il tempo con lei è volato, tra giochi e quattro chiacchiere con suo papà. Ogni volta che ci siamo incontrate, abbiamo trascorso il tempo insieme in modo diverso, provando nuovi giochi e attività.
I bambini in reparto affrontano molte difficoltà, spesso hanno paura del percorso che li aspetta li dentro, ma nonostante questo non perdono la loro energia e la semplicità e sono pronti a giocare, sorridere, non perdersi un secondo di quello che succede…
Noi volontari siamo presenti in giornate diverse, entriamo in tante stanze e incontriamo molti bambini. Ognuno dei piccoli ospiti del reparto ha una grande storia da raccontare, segue un percorso a sè stante, ed in mezzo a tutta questa varietà si instaurano dei rapporti autentici e si vivono tanti momenti piacevoli.
 




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