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02/09/2019 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Un pezzetto di Vita

La protagonista della voce dei volontari di oggi è Serena, una delle ragazze che sta svolgendo il suo tirocinio formativo con l’Associazione. Serena, racconta la sua esperienza in reparto e di come questa le stia dando la possibilità di crescere sia sul piano professionale che personale.


Mi chiamo Serena, mi sono da poco laureata alla Magistrale di Psicologia e sto svolgendo il mio tirocinio post lauream, necessario per sostenere l’esame di stato, con A.B.C.

Fin dal primo giorno che sono entrata in reparto mi sono sentita parte di una grande famiglia e ciò che ho subito percepito è l’entusiasmo dei volontari che entrano al Burlo con un unico fine: quello di tendere una mano ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Quando iniziamo il nostro turno non sappiamo mai esattamente ciò che ci aspetta. A volte veniamo accolti con grande entusiasmo, altre volte quando apriamo la porta della stanza vediamo gli occhi dei genitori e dei bambini guardarci con curiosità o sospetto, mentre altre ancora ci viene chiesto di non entrare. Il bello di questa esperienza, tuttavia, è il sentirsi utili per queste persone nel nostro piccolo rispettando quelli che sono i loro spazi e le loro necessità.

Importanti sono inoltre i rapporti che si creano con le famiglie, con il passare dei giorni nasce una certa complicità che permette loro di aprirsi a racconti più o meno belli della loro vita dando sfogo ad emozioni e sensazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste all’interno di quel contesto. Con i bambini, in particolar modo, il rapporto si basa maggiormente sul condividere del tempo di gioco assieme ed è per questo che ci attendono giornalmente. Mi fa sorridere ricordare le volte in cui entrando nella stanza di Isabella, una ragazzina di 12 anni che ha passato diverse settimane al Burlo, venivo da lei “sgridata” per la mia assenza in reparto nei giorni precedenti e, mentre cercavo di spiegarmi, lei mi interrompeva subito dicendomi con tono imperativo “Prendi le carte da uno! Muoviti! Oggi dovremo fare tante partite”. Così, giorno dopo giorno e partita dopo partita, si è creato tra noi un rapporto speciale in cui condividevamo la nostra passione per i gatti, ci raccontavamo aneddoti divertenti e, in alcuni momenti, lei riusciva anche ad esternare alcune sue paure e preoccupazioni rispetto a ciò che l’attendeva. Io ritengo che quella che sto vivendo sia un’esperienza fondamentale sia per il mio futuro professionale sia a livello di crescita personale. Ogni giorno mi sento sempre più ricca e sicuramente porterò sempre con me un pezzetto della vita di ciascuna persona che incontro in reparto.





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