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24/07/2019 | SCUOLA E OSPEDALE INSIEME PER FAR SENTIRE MEGLIO I BAMBINI

PROGETTO “ABCI SENTIAMO A SCUOLA”: COSA NE PENSANO GLI INSEGNANTI

L’Audiologia e Otorinolaringoiatria dell’IRCCS Burlo Garofolo è particolarmente impegnata in tutte le attività di cura delle sordità dei bambini: screening uditivo neonatale, diagnosi e intervento audiologico precoce con l‘applicazione di apparecchi acustici o la chirurgia degli impianti cocleari.


L’impegno però non finisce con il trattamento protesico e chirurgico: è importante che i bambini e i ragazzi che utilizzano degli apparecchi acustici o degli impianti cocleari seguano un percorso riabilitativo e che possano successivamente affrontare tutte le situazioni di ascolto e di vita scolastica dei loro compagni, in un clima di reale integra-zione. È in questo contesto che la S.C. di Audiologia e Otorinolaringoiatria diretta dalla dr.ssa Eva Orzan e sostenuta da A.B.C., ha ideato e costruito “ABCi sentiamo a scuola!”, un progetto di condivisione e alleanza tra famiglie, scuola e centro specialistico. Il primo beneficiario diretto di questa attività è lo studente che potrà inserirsi nel percorso scolastico similmente ai suoi pari, senza essere penalizzato dal deficit uditivo. Beneficiari sono anche gli insegnanti (e i compagni di classe) che possono così acquisire gli strumenti per gestire le difficoltà legate all’ascolto, sfruttando soluzioni tecnologiche e didattiche. Anche i genitori di bambini o ragazzi con deficit uditivo troveranno nell’ospedale e nella scuola un luogo ancora più accogliente, ma soprattutto in linea con l’impegno terapeutico riabilitativo e didattico. Non ulti mi, i professionisti stessi beneficeranno dell’alleanza terapeutica, riabilitativa e didattica creatasi. Nell’anno scolastico 2017-2018 vi sono stati 9 incontri formativi in ben 5 diverse regioni, le trasferte sono state interamente sostenute da A.B.C. Il gruppo di lavoro ha incluso un medico audiologo e una logopedista per le tematiche mediche, tecnologiche e linguistiche, e un insegnate/psicologo, per le tematiche legate al metodo di studio e la didattica dell’inclusione. Al fine di conoscere l’utilità e la spendibilità dei contenuti formativi e costruire incontri sempre più efficaci, il gruppo di lavoro ha in-vitato i partecipanti dei 9 incontri a compilare una scheda anonima di valutazione, nella quale veniva chiesto di elencare i punti di forza o di debolezza dell’incontro, i punti di facile o difficile utilizzo per l’attività didattica e infine delle eventuali proposte. Sono state raccolte 99 schede di altrettanti partecipanti agli incontri presso le scuole (insegnanti, genitori, educatori). I risulta-ti ottenuti sono stati in gran parte positivi e incoraggianti. La maggior parte dei partecipanti ha apprezzato la chiarezza degli interventi o l’utilità ed efficacia dei suggerimenti proposti. Alcuni presenti hanno anche sottolineato l’utilità -o l’assoluta necessità- di un reale confronto tra professionisti, insegnanti e genitori. I punti di debolezza hanno riguardato l’orario poco adeguato, la brevità dell’incontro e l’attenzione focalizzata solo su uno specifico studente. Questi punti potrebbero essere in futuro risolti creando un corso di formazione audiologica di base a distanza, che possa affrontare le problematiche “universali” degli studenti che utilizzano ausili uditivi e che possa essere seguito in momenti e orari diversi da quelli dell’incontro presso la scuola. Buona parte degli insegnati ha constatato come le proposte fatte abbiano un facile utilizzo per l’attività didattica ed in modo particolare alcune attenzioni per evitare il rumore di fondo, l’uso della voce e del microfono a distanza, l’utilizzo di immagini con sottotitoli. La difficoltà maggiore che gli insegnanti hanno fatto presente è quella di riuscire ad avere in classe maggior silenzio e di poter ottenere dall’amministrazione pubblica la realizzazione di aule scolastiche con minore riverbero e rumore di fondo. Un buon ascolto in classe è alla base di una didattica efficace: è necessario per chi utilizza presidi uditivi, ma gratifica anche chi insegna perché rende più facile l’apprendimento per tutti gli studenti. Il progetto “ABCi sentiamo a scuola” viene apprezzato da genitori, insegnanti e operatori che possono trovare così un reciproco riscontro e un aiuto nel loro ruolo, partecipando al comune obiettivo di offrire al figlio-studente-paziente una reale opportunità di una futura partecipazione sociale con un individuale e completo contributo di idee, capacità ed esperienza





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