News  
     
 

Archivio News

2019

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006



 
24/07/2019 | «NUTRIRE» È STARE INSIEME, «NUTRIRE» È PAROLE

ANCHE QUANDO SOPRAGGIUNGE LA MALATTIA

Nell’attesa che un bambino nasca, solitamente la coppia fantastica sul suo aspetto, sul suo carattere, sui gusti, se maschio o femmina, su ciò che farà da grande. Quando si avvicina il momento del parto, la mamma comincia anche a pensare agli indumenti che le consentiranno di allattare al seno con più comodità.


Si dà per scontato che il latte materno sia il nutrimento migliore per il bambino e che «se non attaccato al seno appena nato», avrà difficoltà a riconoscere la mamma. Frequentemente, con queste immagini troppo spesso amplificate sia dai conoscenti che dagli specialisti, si attende la nascita. A volte però le condizioni fisiche del neonato impediscono il consueto allattamento. È necessario un intervento chirurgico per consentire al piccolo di sopravvivere e l’alimentazione deve avvenire attraverso presidi medici. Il seno della mamma sembra non essere più fonte di nutri-mento, il contatto fisico con il proprio bambino viene impedito da fredde macchine artificiali che però ne consentono la sopravvivenza. In questa condizione, i genitori si sentono impotenti e depauperati delle loro funzioni principali, come quella fondamentale di nutrire il loro piccolo. Ma «nutrire» non è sinonimo di allattare al seno, è qualcosa di più complesso. Consiste nello stare insieme e nel modo unico che ognuno trova per farlo. Il nutrimento non passa necessariamente attraverso la bocca e questo riguarda tutti, a qualsiasi età. Certamente quando riguarda un neonato, tutto acquista una risonanza maggiore, ma ci sono condizioni fisiche tali da richiedere presidi medici per periodi più o meno lunghi della vita o addirittura per tutta la vita. Ci sono poi bambini più grandi con patologie tali che richiedono un’alimentazione attraverso un sondino naso-gastrico o, addirittura, diretta-mente nello stomaco attraverso un «bottone» posizionato nella zona addominale. Si può parlare di nutrimento in questi casi? Credo proprio di sì, se si pensa a ciò che avviene nella relazione tra i genitori e il loro figlio. Ciò che nutre è quello che consente di vive-re, di trovare il piacere nello sperimentare il mondo. Il processo di attaccamento si stabilisce e si consolida attraverso l’interazione tra le parti. Può avvenire anche quando al posto di un seno c’è un biberon oppure un sondino, quando invece che braccia possono esserci solo parole. È attraverso lo stare insieme ai genitori, figure di riferimento, che un bambino riesce a dare un senso alle esperienze che sta vivendo, dalla nascita in avanti; è questo che intendo con la parola «nutrimento». Ciò che consente all’individuo, a qualsiasi età, di trovare dentro di sé la spinta vitale necessaria ad andare avanti.





..torna alla lista news ›
 
     
  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Privacy      Credit: Altamira / Agora Web