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10/07/2019 | QUANDO LA DIAGNOSI PRENATALE FA LA DIFFERENZA

UNA FINESTRA SULLA VITA INTRAUTERINA

La gravidanza e lo sviluppo fetale rappresentano uno degli eventi più affascinanti ma a volte, purtroppo, possono essere complicati da condizioni di patologia e/o malformazione fetale che, senza una diagnosi corretta e un intervento adeguato, porterebbero ad un esito infausto.


L’utilizzo dell’ecografia, una metodica non-invasiva e innocua per il feto, ha aperto una finestra sulla vita intrauterina che, fino a qualche decennio fa, rappresentava un mondo del tutto sconosciuto. Oltre alle conoscenze della fisiologia materno-fetale, l’avvento della diagnostica ecografica prenatale ha permesso non solo l’identificazione di queste condizioni in-utero, ma anche la cura di al-cune di esse. Pertanto lo scopo della diagnosi prenatale è duplice: 1) consentire una corretta diagnosi; e 2) individuare i feti che necessitano di un intervento in-utero o che avranno bisogno di un’assistenza neonatologica e/o di un intervento chirurgi-co specialistico immediato, al momento del parto, e per i quali è dunque indicato il parto presso un centro di III livello (cosiddetto trasporto in-utero).Nell’Unità di Diagnosi Prenatale dell’ospedale Burlo Garofolo la gestione di tali gravidanze è affidata a un team multidisciplinare, composto da un ostetrico con esperienza in diagnosi prenatale, un medico genetista, un chirurgo pediatra e un neonatologo esperti nella cura dei neonati ad alto rischio. Così, per esempio l’anemia fetale, patologia che può essere causata da diverse condizioni e che, se non curata, porta alla morte del feto, può essere affrontata con la trasfusione fetale in utero. Altre patologie quali l’idrotorace (un accumulo di liquido nella cassa to-racica), o l’uropatia ostruttiva (ostruzione del basso tratto urinario e accumulo dell’urina nella vescica senza possibilità di produzione del liquido amniotico), possono essere risolte tramite il posizionamento di uno shunt (piccolo tubicino) che dreni i distretti interessati. Per alcune cardiopatie congenite, come la trasposizione dei grossi vasi, l’intervento in-utero non è possibile, ma è indicato un immediato intervento cardiochirurgico alla nascita in un centro specializzato. Esistono numerose altre condizioni come queste in cui la corretta diagnosi prenatale fa la differenza.





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