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17/05/2019 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Quanto è bello condividere la propria vita!

La protagonista della voce dei volontari di oggi è Alice! Anche lei sta svolgendo il suo tirocinio universitario, per la facoltà di Psicologia, con A.B.C. e attraverso le sue parole possiamo capire e al contempo provare ad immaginare ciò che lei ci racconta!


Sono una studentessa di psicologia e ho deciso di svolgere il mio tirocinio presso l’Associazione di volontariato A.B.C.                      

Sono passati diversi giorni prima di prendere la decisione finale, i dubbi e le incertezze erano molte ma la voglia di mettermi in gioco era maggiore. Cosi entrai in reparto e in poche ore ogni dubbio svanì e la paura si trasformò in un immenso senso di gratitudine, verso tutti quei sorrisi che stavo ricevendo gratuitamente. Dietro ogni sorriso sicuramente c’erano molte emozioni contrastanti e stava a me pian piano scovarle e renderle tangibili, tramite giochi, favole o disegni.

Così giorno dopo giorno, capii quanto era importante quest’associazione per ogni bambino e famiglia che si ritrovava a passare dalla quotidianità della vita esterna alla routine della vita ospedaliera.

A volte mi è capitato di entrare in reparto con “la giornata no”, ma subito dopo mi rendevo conto che non avevo nulla di cui lamentarmi: avrei dovuto apprezzare ogni piccola cosa e renderla preziosa, come fanno loro, i bimbi ricoverati nel reparto di chirurgia che sorridono al solo sguardo di una maglietta rossa. Erano loro a farmi star bene, uscivo dall’ ospedale con un’energia particolare e non vedevo l’ora di tornare per ricambiare quanto mi era stato dato.Il reparto non è sicuramente un luogo facile, spesso mi è capitato di vedere o parlare qualche minuto con i genitori che assiduamente fissavano la porta della sala operatoria, aspettando il loro bambino. Percepivo l’agitazione di ognuno di loro, l’angoscia dell’attesa, quei minuti che mai passavano e le ore che si allungavano, gli occhi lucidi con cui mi dicevano:” no grazie, vado a mangiare più tardi”, ma quando finalmente quella porta si apriva rimaneva solo un senso di stanchezza e quel viso carico di ansia si trasformava nel più sincero sorriso che mai ho potuto incontrare.Da quest’esperienza mi porto a casa molto, ogni giorno ho imparato qualcosa di nuovo; ho capito quanto è bello condividere la propria vita con chi magari vede la sua un po' meno colorata delle altre.





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