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14/11/2018 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Il protagonista della voce dei volontari di oggi è Andrea, un volontario che da alcuni anni fa parte del gruppo delle magliette rosse e che svolge la sua attività di volontariato partecipando alle attività a 360 gradi! Oggi ci parlerà dell'accoglienza delle famiglie, un’esperienza profonda e ricca di emozioni.


L’esperienza di volontariato in A.B.C. si articola in diverse attività che consentono di assistere le famiglie del reparto di Chirurgia del Burlo nelle circostanze più disparate, fuori e dentro l’ospedale. A mio parere questo è il vero punto di forza di A.B.C.: che l’intera organizzazione sia costruita attorno alle necessità delle famiglie.
L’accoglienza nelle case A.B.C. è un’attività tra le più arricchenti per i volontari e preziosa per chi arriva a Trieste da lontano. Infatti, l’associazione dispone di tre appartamenti per ospitare per l’intero periodo della degenza le famiglie che ne fanno richiesta, a titolo gratuito, con il doppio vantaggio di permettere alla famiglia di restare unita in un momento così delicato e alleggerire il carico economico.
Noi volontari siamo consapevoli che accogliere una famiglia non significa semplicemente consegnare delle chiavi. Piuttosto vuol dire rappresentare un punto fermo in mezzo alla confusione di emozioni più o meno definite, in gran parte derivanti dal ricovero del figlio, ma che indubbiamente sono amplificate perché ci si ritrova ad affrontarle in un luogo sconosciuto.
Ciò implica lo sviluppo di una certa dose di consapevolezza di sé stessi, del proprio ruolo e della relazione che inevitabilmente si instaurerà con la famiglia accolta, consapevolezza che matura soprattutto attraverso la condivisione dei propri vissuti all’interno del nostro gruppo. Da questo punto di vista A.B.C. si prende cura di noi volontari - tramite incontri dedicati alla nostra formazione continua - al fine di rifornirci degli strumenti necessari ad affrontare al meglio questi momenti. In altre parole, A.B.C. rappresenta un’occasione di sviluppo individuale e accrescimento del proprio senso di autoefficacia.
Le famiglie sono diverse, i bambini sono tutti diversi e così come l’esperienza in reparto è unica tutte le volte, anche l’esperienza delle accoglienze lo è perché dipende da un insieme di fattori che renderanno sempre straordinariamente diverso il contatto tra il volontario e la famiglia! Accogliere per un volontario di A.B.C. significa quindi “prendersi cura” avendo attenzione ed affetto nei confronti di tutti quei bambini, delle loro mamme e dei loro papà e anche dei loro fratellini o sorelline, nel rendere la permanenza il più serena possibile, libera da preoccupazioni o pensieri, permettendogli di porre attenzione e importanza a ciò che in quel momento ne merita! Noi siamo qui e siamo qui per loro, fisicamente ma soprattutto emotivamente!




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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web