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30/10/2018 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Oggi è Luca che ci parla della sua esperienza con A.B.C. nella quale ha avuto modo di ripartire da zero, cercando, insieme ai bambini e alle famiglie, il miglior modo di giocare e di stare insieme a loro. Luca dice “ho capito che la cosa ancora più bella di portare il sorriso ad un bambino è quella di riportarlo sul volto!”


Eccomi qui, alla fine di un tirocinio in reparto durato 6 mesi.

Ricordo con precisione l’insicurezza che sentivo quando entrai per la prima volta in reparto: ho avuto varie esperienze con i bambini prima (tra cui 3 anni come animatore)  ma per la prima volta mi trovavo in una situazione in cui i bambini non correvano, non saltavano ne gridavano.

Mi sentivo totalmente alle prime armi.

Nel primo periodo ho dovuto reimpostare il mio modo di fare, imparando a essere molto più presente sia come persona che come animatore. Perché alla fine sono quelle le basi: siamo prima di tutto persone, e appena dopo siamo qualsiasi altra cosa. Ho imparato poco a poco a fare delle pagine di un libro o del tabellone del gioco da tavolo quel “campo giochi” a cui ero abituato e delle parole dei bambini quei balli di gruppo che usavo un tempo per interagire con loro.

Ma c’era uno scopo in più qui: non avevo solamente l’obiettivo, come prima, di intrattenere dei bambini ma di poter alleggerire a loro e ai genitori una situazione che era più o meno spiacevole. E qui ho capito che la cosa ancora più bella di portare il sorriso ad un bambino, è quella di Ri-portarlo sul suo volto.

E così ho trovato anche io il sorriso per entrare in reparto, che ci fossero bambini o meno. Se ce n’erano potevo dare una mano mentre se le stanze erano vuote mi piaceva pensare che nessun bambino stava male in quel momento.

 

E così i mesi passavano e io mi riconoscevo sempre di più in questo ruolo così piccolo ma importante.

Ho visto sorrisi (e lacrime) che raccontavano storie di ogni tipo, da ogni parte del paese ma anche dall’estero alle quali mi sono più o meno affezionato. E quando vedevo vuota la stanza di un bambino che ero riuscito a conoscere meglio sentivo nel cuore un forte orgoglio per aver potuto dare una mano.

E così il tempo è passato fino ad arrivare all’ultimo giorno di tirocinio quando è successo l’inaspettato: una piccola ex paziente, a cui mi ero affezionato, è tornata a Trieste e mi è corsa incontro per abbracciarmi.

È cosí che il Burlo ha salutato questo tirocinante e non penso lo dimenticherò presto.

Credevo all’inizio di avere abbastanza esperienza per cavarmela, ma qui ho capito che ciò che mi serviva era ripartire da zero. Ripartire dall’A.B.C.





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web