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07/09/2018 | ADESSO LA MIA FELPA CADE PROPRIO DRITTA

ADESSO LA MIA FELPA CADE PROPRIO DRITTA

TRA LE BRACCIA DI AMICI

Evviva! Adesso la mia schiena è dritta!

Eh già, perché prima di incontrare il dottor Carbone, medico che lavora presso l’IRCCS Burlo.

Garofolo di Trieste, non me la passavo per niente bene. La mia schiena si era incurvata e rischiavo di peggiorare sempre di più. E dire che avevo già subito più interventi in altre strutture.


Io sono Jacopo, ho dieci anni e vivo a Lanzo d’Intelvi (CO) con i miei genitori, mia sorella Vida e i miei specialissimi nonni.

Sin da piccolo ho saputo di essere affetto da una anomalia (tri-somia), che ha determinato una cifosi (incurva-mento della colonna vertebrale).

Come ho detto, mi sono sottoposto alle cure di vari specialisti ma, fino a che non ho conosciuto il dottor Carbone e la sua equipe (la dottoressa Francesca Vittoria, la dottoressa Daniela Di Bello, la dottoressa Valentina Di Carlo, il dottor Luca Odoni, il dottor Marco Rozzo e tutto il personale infermieristico), la mia condizione è stata davvero brutta.

A Trieste, oltre a questo staff di bravissimi medici e infermieri, ho incontrato tante persone:

don Domenico, suor Paola e la maestra Luisa mi hanno sostenuto, ricreando la mia quotidianità con le loro visite quasi giornaliere, sicché mi sono sentito molto ben accolto e coccolato. Intanto anche le mie maestre di Lanzo e i miei compagni di classe e don Remo si sono fatti vivi tutte le settimane. Questo per me è stato un regalo davvero speciale, una super-sorpresa, che a volte nemmeno a Natale ne arrivano di così grandi!

La mia camera era diventata la mia casa, per tutto il periodo in ospedale: avevo con me tutti i miei affetti, pronto ad affrontare questa nuova avventura, sentendo la vicinanza di tanti amici vicini e lontani.

Il dottor Carbone mi ha sottoposto a due interventi, perciò sono rimasto al Burlo per circa tremesi, durante i quali ho capito di essere tra le braccia di amici che mi hanno raddrizzato laschiena. E oggi sono proprio come tutti gli altri bambini della mia età e della mia classe. Doppio evviva: adesso la mia felpa cade proprio dritta!

La nonna mi ha fatto compagnia per tutti e tre i mesi di degenza ed è stata ospite di

A.B.C., Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo, che ha aiutato i miei, sistemandoli in un grande appartamento dove tutti, zia Teresa inclusa, si sono sentiti a casa e dove potranno tornare se sarà necessario.

Ma l’associazione A.B.C. mi ha anche aiutato in ospedale, dove la dottoressa Rosella Giuliani,

psicologa, veniva a trovarmi spessissimo, come frequentemente avevo la compagnia dei clown e dei ragazzi che giocavano con me e mi portavano anche i giochi.

Un grande grazie a questa meravigliosa Associazione che assiste i familiari dei bambini ricoverati all’ospedale Burlo Garofolo e intrattiene i piccoli degenti anche durante i momenti in cui i familiari non sono presenti.

Un grande abbraccio a tutte le persone conosciute a Trieste, che mi sono state vicine mentre ero in ospedale, ma anche a tutte le persone che, da sempre, mi sono vicine e mi aiutano a crescere.

E, sì sì, voglio salutare anche tutti quelli che non conosco, ma che leggeranno questo AbBeCedario con la mia storia!





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web