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07/08/2018 | LA VOCE DEI VOLONTARI

La famiglia color cuore

Miriana, volontaria A.B.C., ci racconta oggi la sua esperienza con l’associazione e con tutti i bambini del reparto, incontrati giorno dopo giorno… dalle prime paure, alle mille domande sul come comportarsi, ai giochi, i sorrisi ed il divertimento, perché come dice Miriana “è stata un’avventura sempre diversa”!


La mia esperienza con A.B.C. comincia pochi mesi fa, pochi mesi che mi hanno regalato e insegnato più di quanto mi sarei mai immaginata. Conoscevo l’associazione da poco quando ho deciso di contribuire, nel mio piccolo, alle attività proposte, e sono immensamente grata che il destino mi abbia condotto nella “famiglia color cuore” che è l’A.B.C. La prima esperienza come volontaria è stata molto emozionante, la notte prima del giro di prova non sono riuscita quasi a riposare da quanto ero nervosa, ma da allora diversi aspetti del mio carattere e della mia vita sono cambiati grazie al percorso che ho vissuto nei mesi a seguire.

Una volta arrivata in ospedale ho incontrato delle splendide persone dello staff che quotidianamente si sono occupate di sostenere, non solo i pazienti e le loro famiglie, ma anche il mio percorso, come quello di tutti i volontari entrati nell’associazione dopo di me. Grazie alla loro sensibilità e attenzione non mi sono mai sentita sola. È a queste persone che va il mio primo pensiero quando penso all’A.B.C., perché è sicuramente grazie al loro modo di comportarsi che ho trovato il mio.
Durante le numerose visite in reparto l’altra immensa fonte di insegnamento in questi mesi sono stati i bambini stessi, con i quali ho avuto la gioia di relazionarmi e dei quali mi sono follemente innamorata uno dopo l’altro. Una delle mie più grandi paure, prima di iniziare questa attività, era quella di affezionarmi troppo ai pazienti e di non riuscire a salutarli senza sentirne una forte mancanza, di finire troppo coinvolta. Giorno dopo giorno, bambino dopo bambino, ho capito che affezionarsi era la cosa migliore che potesse capitare per me e per lui.
Ogni bambino incontrato in reparto mi ha arricchita con la sua storia, il suo sorriso e la sua gentilezza e io spero di aver migliorato i loro pomeriggi distraendoli dalla loro situazione e facendoli divertire il più possibile. Talvolta è stato difficile riuscire ad instaurare un legame con loro, perché a volte diffidenti, a volte arrabbiati o stanchi, ma quando si è creata un’amicizia tra me e un bambino è stata un’avventura sempre diversa. Ho giocato, disegnato, letto e riso molto, ma soprattutto ho capito che ognuno di loro meritava un modo diverso di approcciarsi. Se fossi riuscita a trovarlo avrei solo fatto del bene ad entrambi.




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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web