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05/07/2018 | I GRAZIE CHE VOGLIO DIRE AD ALTA VOCE

Mamma Concetta chiede: «Chi sono io?».

Rispondo prontamente con la parola più bella al mondo, l’unica che riesco a pronunciare per il momento: «Mamma!».

Una parola che racconta il mio mondo di relazioni, quelle più importanti per la mia vita, che ogni giorno mi regalano nuove esperienze e mi aiutano a diventare grande.

Non scriverò molto, non basterebbe lo spazio di questo periodico.


Non riesco a parlare e a scrivere, mi aiuta il mio papino, ma riesco a farmi capire attraverso gli occhi... Proprio attraverso questi intensi occhi scuri ho sperimentato una prima forma di accesso al mondo.

Mi chiamo Giovanni Karol, ho 5 anni e vengo da Pozzallo (Ragusa), in Sicilia: sono proprio quello della foto... e molto di più! Sono nato sordo, con una diagnosi di ipoacusia bilaterale profonda. Oggi, anche se non posso dirlo a voce alta, voglio pronunciare tanti tanti tanti grazie, di cuore, alle molte persone che sono al mio fianco su una strada spesso in salita.

Prima di tutto voglio dire grazie ai miei genitori, veri supereroi, che sono sempre insieme a me e con il loro coraggio mi hanno aiutato a utilizzare un senso che non conoscevo, l’udito. Oggi quindi le mie orecchie, oltre che gli occhi, sono importanti finestre per capire e immergermi nel mondo che mi circonda. La nostra strada non è stata semplice: con mamma e papà abbiamo vissuto un doppio intervento di impianto cocleare, il primo a diciannove mesi dalla nascita, il secondo a marzo 2017. Sono stati periodi molto complessi, che ci hanno costretto, lontani dalla Sicilia, ad affrontare tante difficoltà, ma i miei genitori sono sempre stati convinti di fare la cosa migliore per me e hanno lottato per poter darmi il meglio. Questo sarà l’insegnamento che resterà scolpito nel mio cuore.

Grazie a due medici, con mani d’oro, a cui ci siamo affidati per due volte: la dottoressa Orzan e il dottor Muzzi. Grazie alla loro esperienza in audiologia, mi hanno regalato l’udito buttando nel cestino il silenzio che mi circondava.

Grazie di cuore anche a tutto lo staff della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria e Audiologia del Burlo: il mio amico speciale Pietro, Raffa, Chiara, l’équipe che mi segue anche quando non siamo in ospedale! Io so che posso contare su di loro, e credetemi, non è poco.

Ma a Trieste, oltre a uno staff con altissime competenze, abbiamo anche altri amici: le persone di A.B.C.,che dal 2013 ci aiutano ospitandoci negli appartamenti a disposizione. Ogni volta mi sento davvero a casa, aspettato e accolto, so che c’è per me uno posto a Trieste, che posso ritrovare ogni volta che ho bisogno di fare dei controlli al Burlo.

Questo posto è speciale! Un grande augurio agli amici di A.B.C.: spero davvero che possiate continuare con questa vostra forza ad affrontare i problemi di ogni giorno, aiutando tanti bambini che come me hanno bisogno di voi.

Io, come avrete capito, non posso ancora dirlo ad alta voce, ma avevo tanta tanta tanta voglia di dire grazie a tutti voi... perché un bambino ha bisogno di tante persone per crescere! Siamo davvero fortunati ad avervi incontrato nel nostro difficile percorso in salita, l’avervi vicino a noi nel viaggio della vita rende meno dura la salita.

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

Giovanni Karol





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web