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26/06/2018 | LA VOCE DEI VOLONTARI
Essere maestri, essendo semplicemente e meravigliosamente bambini
“Imparare” è questo il verbo che Sibel, volontaria di A.B.C. protagonista della Voce dei Volontari di oggi, utilizza per esprimere la sua esperienza all’interno del reparto. Ci racconta di come i bambini siano maestri di lezioni ed emozioni che non si possono imparare dai libri o dai banchi di scuola, essendo “semplicemente e meravigliosamente bambini”.

Sibel ci descrive come l’esperienza con A.B.C. le abbia insegnato tutto questo, ovvero che: Chi non impara nulla dai bambini certamente non imparerà nulla dai grandi..
Con questa citazione vuole provare a dare un piccolo contributo in termini di esperienza per come lei ha avuto modo di approcciarsi al volontariato.
Ecco, è così che mi viene da riassumere il mio modo di viverla: come una lezione.
“Imparare” è il verbo che secondo me racchiude al meglio il senso di come mi sento quando varco la porta del reparto dopo aver indossato la maglietta rossa.Imparare dagli sguardi dei genitori, il più delle volte velati da un misto di paura e dolore per quello che sta accadendo e quello che accadrà, alternati a istanti in cui si fanno vivaci, come se si risvegliassero dal torpore dell’attesa e del dubbio, nell’esatto momento in cui incrociano lo sguardo dei loro bimbi.
Perché sono proprio loro i nostri migliori maestri, coloro che riescono a insegnare sia a mamma che a papà che a noi volontari di A.B.C. le lezioni più preziose, quelle non scritte sui libri né descritte in un’aula di scuola.
Ai loro genitori insegnano che tutto è possibile, che anche quando hai paura c’è sempre una voce dentro che ti dice ‘ce la faremo’, quando ti sembra che il tempo in quelle stanze sia interminabile loro rompono quei silenzi, con una risata, che esplode improvvisa anche se sentono dolore, anche se sono stanchi, anche se sono annoiati.
E vedi come i genitori non possono fare altro che seguirli nei loro pensieri, nei loro giochi, nei loro mondi di fantasia e leggerezza, staccandosi dalla realtà anche se solo per un istante.
E a te che sei lì, insegnano il senso della gratitudine: tu entri lì per regalare un sorriso a quei piccoli pazienti, perché sì, sono proprio pazienti, a sopportare tutto...e ne esci che sono loro ad averlo regalato a te quel sorriso.
Non siete bambini chirurgici, siete semplicemente e meravigliosamente bambini.
Grazie dunque, con la speranza che il maestro che è in voi non vi abbandoni mai...




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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web