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18/02/2017 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Un’esperienza “destabilizzante”, che “scombussola tutto”, grazie alla quale è possibile scoprire altre vite e accogliere le diversità, in un contatto umano autentico e profondo. E’ così che Carlotta vive il suo essere volontaria dell’ABC, imparando, ogni giorno, a guardare oltre … per incontrare e amare l’altro in tutta la sua ricchezza


“Ciao, sono Carlotta, una volontaria che si è unita al gruppo di ABC da alcuni mesi.

Nonostante desiderassi da tempo intraprendere quest’esperienza fin troppo a lungo rimandata, solo da poco sono riuscita a ricavarmi questo spazio nella mia vita che è diventato, per me, di grandissimo valore e che difendo gelosamente. Non vorrei dilungarmi nel descrivere quanto le persone che lavorano in questa realtà e che portano avanti i diversi progetti siano speciali, ma vorrei raccontare di quanto quest’esperienza sia stata per me “destabilizzante”. Ebbene sì, a volte si è spinti a credere che le persone che intraprendono questi percorsi siano delle persone che hanno qualcosa in più degli altri, o almeno così credevo io. In realtà noi volontari siamo delle persone che, con i nostri limiti e le nostre fragilità, apriamo una finestra nel mondo delle altre persone; e questo non è per nulla facile. 

A volte dobbiamo vincere delle resistenze per spingerci ad accogliere l’altro e avere il coraggio di sorridere a persone che in quel momento vorrebbero solo mandare tutti a quel paese. Partire da casa cercando che la finalità del nostro agire ci dia una spinta per farlo è forse la cosa più difficile della giornata. Poi, incredibilmente, sono le persone ad accoglierti e a darti l’energia per fare quello che fai. Ci sono situazioni che mi sono portata dentro e a casa con me e che mi hanno segnato profondamente. Ed è questo che vorrei trasmettere di ABC, che è una crescita personale, che ti scombussola tutto, l’ordine che dai alle cose, i tuoi schemi mentali. E gli approfondimenti che facciamo durante la supervisione di gruppo coordinata dalla psicoterapeuta dell’Associazione ti aiutano a portare l’ordine giusto a queste cose e ti educano a dar lo spazio giusto ai sentimenti.

In particolare mi piacerebbe raccontare come ho imparato ad accogliere la disabilità.

Sapevo che occuparsi di persone che hanno questi problemi poteva essere difficile e, in effetti, la disabilità, molte volte, deve essere accettata con coraggio e forza, prima di essere gestita e amata. E’ proprio l’amore che aiuta nel far accettare e nel gestire al meglio la disabilità e la malattia.

Le famiglie che si trovano ad affrontare questo hanno una grandissima forza e un grandissimo coraggio che stimo più di qualsiasi altra cosa al mondo. E allora capisci che il problema, se pur grave, non fa la persona. Quello che voglio dire è che bisogna considerare la difficoltà ma non permettere che questa offuschi tutto quello che c’è dietro un’esistenza. Le famiglie di queste persone che sono spesso stanche per tutta la fatica che l’assistenza comporta, vorrebbero relazionarsi con persone che sono in grado di capire quello che c’è nonostante la disabilità o la malattia e amarlo;questo allevierebbe il loro dolore e la fatica. E’ quello che cerco  di fare ogni volta che incontro questi ragazzi. So che dovrò prestare delle attenzioni in più, so che avranno dei bisogni diversi o  maggiori degli altri, ma vorrei trasmettere a loro e alle loro famiglie amore, con una carezza materna, con un ”dammi un cinque”, con un atteggiamento di complicità nel gioco o con qualche lettura di avventure, assieme. Ecco, vorrei far sentire alle famiglie e ai loro ragazzi di essere amati.

Il messaggio finale che vorrei lasciare è proprio questo: è possibile fare un’esperienza significativa e utile, che ci gratifica come persone umane, fatta di sentimenti e di emozioni che rimangono dentro di noi in modo indelebile. È bellissimo scoprire altre esperienze di vita, altre dimensioni della realtà,  anche a trent’anni, come è successo a me e soprattutto farlo con l’aiuto di persone disponibili, da cui impari ogni giorno qualcosa di prezioso: l’umanità. Grazie ABC!”





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web