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21/01/2017 | LA VOCE DEI VOLONTARI

“Cosa sarebbe ABC senza i suoi volontari?”. Oggi Anna ci consente di “vedere” i volontari dell’A.B.C. in azione: membri di una “famiglia amorevole” che, con entusiasmo e spirito di squadra, condividono esperienze, emozioni e piccole “avventure”, con la voglia sempre rinnovata, anno dopo anno, di continuare il proprio percorso accanto ad altri “compagni di viaggio”.


“Ogni bella storia ha bisogno di un buon inizio, e la mia inizia tre anni fa, prima di Natale.

Penso che la vita sia fatta di occasioni: molte ce le lasciamo sfuggire senza nemmeno renderci conto di quanto stiamo perdendo, altre le accettiamo, magari con un’alzata di spalle e un “perché no?”, altre le cogliamo al volo, fortemente volute. Tre anni fa, sotto Natale, ho detto sì ad una di queste occasioni.

Non sapevo ancora che mi stavo imbarcando in una splendida avventura, ma ho cominciato a sospettarlo fin dal primo giorno alla libreria Lovat. Il nostro compito era “semplicemente” quello di incartare i libri che venivano acquistati come regalo di Natale: bellissimo, cosa potevo chiedere di meglio? Non avevo fatto i conti con la quantità di libri da incartare (a volte le persone in fila sembravano moltiplicarsi), ma c’era di meglio! Se stare in mezzo ai libri mi piaceva, se creare piccoli capolavori con carta da regalo e la tecnica del kirigami mi divertiva, cosa dovrei dire della compagnia? Sandra, Monica, Ornella, Laura, Flavia … ogni giorno conoscevo una nuova volontaria e di ognuna di loro apprezzavo l’estrema disponibilità, la gentilezza, la gioia con cui passavano ore a lavorare per far conoscere ABC. 

Ricordo che mi sono stupita nel guardarle: era così semplice fare del bene? Era così bello?

Qualche tempo dopo ho cominciato anche ad andare in reparto, e ho scoperto che lì il “bello” e il “divertimento” si alternano continuamente, nel giro di pochi secondi, alla sofferenza, alla pena, al senso di impotenza, di debolezza, di incapacità.

La magia sta nel fatto che nonostante tutti questi sentimenti negativi si continua ad andare in reparto. Un giorno esci con le lacrime agli occhi, ma la settimana dopo sei di nuovo in quel corridoio ed entri in ogni stanza, anche se la porta chiusa ti impedisce di sapere cosa troverai all’interno. La forza di ABC forse sta nel fatto che nonostante la paura sappiamo bene che dietro quella porta non troviamo “cosa” ma “chi”, un “chi” con un nome, un’età, capelli scuri o biondi, due occhioni che ci guardano esprimendo mille emozioni, una vita che comprende dei giorni prima di quel momento e altri giorni che lo seguiranno. Noi non possiamo fare nulla per migliorare quanto è successo prima, per impedire che in quella giovane vita avvenga un danno che lo porterà lì, all’ospedale Burlo, e forse possiamo fare poco o niente anche per i giorni a venire, ma, come diceva un noto cantautore, “la vita è adesso”, noi possiamo agire sul presente.

Sta a noi volontari fare in modo che il presente dei bambini ricoverati non sia troppo spiacevole e, per quanto possa sembrare strano, lo facciamo anche divertendoci fuori dal reparto: i pacchi regalo alla libreria Lovat sono ormai un appuntamento irrinunciabile, per noi è un’occasione d’oro per farci conoscere, raccogliere fondi, accogliere qualche nuovo volontario, e la nostra folta schiera di magliette rosse era pronta anche quest’anno, scalpitava sgranchendosi le mani e mostrando grandi sorrisi. Il primo giorno è stata quasi una festa, ho ritrovato amiche volontarie che non vedevo da tempo (difficile trovarsi regolarmente in reparto: i turni di volontariato devono per forza seguire i nostri turni di lavoro, i nostri impegni familiari e quotidiani) ed è stato, consentitemi il luogo comune, come se il tempo non fosse passato. Ce ne siamo fatte, di risate, quel giorno! Doveva arrivare il corriere con la carta, la nostra scorta fino alla sera del 24 dicembre, e sono scesa in strada con Monica, fotografa “ufficiale” dell’evento, e con Laura; eravamo sul marciapiede di via Battisti, il corriere era già lì che ci aspettava, ma mancava un carrello con cui portare al quinto piano tutta quella carta, così abbiamo chiesto aiuto al personale della libreria, sempre pronto a venirci incontro.

Forse perché eravamo felici di rivederci, o forse perché eravamo entusiaste di ricominciare, fatto sta che ogni piccola cosa quel giorno ci sembrava un’avventura, e anche il corriere che scaricava le nostre risme di carta rossa è stato immortalato in una sequenza di fotografie: contagiato dalla nostra allegria, anche lui rideva! Al momento di portare la carta alla nostra postazione, abbiamo scoperto tra grandi risate che non sapevamo manovrare il carrello, così l’autista si è offerto di farlo al posto nostro, ma ad un patto: una di noi doveva restare vicino al furgone con la rampa abbassata, in modo da segnalare il pericolo agli automobilisti. Nessun problema! Mi sono offerta io, ed infatti eccomi lì, documentata in cento mila fotografie mentre rido in mezzo ad auto e scooter in una ben trafficata via triestina, mentre con le dita mostro il segno della vittoria e con gli occhi sbircio un autobus che mi ha quasi stesa.

Intanto, in ascensore e in libreria Laura scaricava carta perennemente girata verso l’obiettivo di Monica, rischiando così di inciampare sui suoi passi davanti ai clienti, ma anche lei se la rideva di brutto! 

So benissimo che questo racconto può sembrare alquanto banale a chi non l’ha vissuto, ma vi assicuro che noi ci siamo divertite tanto e nei giorni seguenti abbiamo confezionato libri regalo con una marcia in più! È stata una sciocchezza, forse, un divertimento puerile, ma ci ha dato forza per credere in quello che stavamo facendo, in tutta ABC!

Andiamo avanti anche così, sostenendoci tra di noi, come dovrebbe fare una famiglia. Cosa sarebbe ABC senza i suoi volontari? Sono loro che cercano di portare un sorriso nelle stanze d’ospedale, così come cercano di informare la gente sull’attività dell’Associazione con la carta da regalo. Il mio racconto non vuole essere una sorta di autoesaltazione, ma solo un modo per ringraziare i miei compagni di viaggio: grazie volontarie ABC per aver dato al volontariato la struttura di una famiglia amorevole!”.





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web