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07/01/2017 | LA VOCE DEI VOLONTARI

“E’ un qualcosa che rimane dentro di te” e le parole non bastano a raccontarlo: così Natascia descrive la sua esperienza di volontariato con l’A.B.C., un’occasione in cui l’incontro con la sofferenza diventa stimolo alla riflessione e momento di ricarica del corpo  e della mente.


“Era il mese di ottobre quando ho iniziato la mia esperienza di volontariato con A.B.C. e da subito mi sono sentita parte di una grande famiglia fatta di persone semplici ma con un cuore enorme il cui unico scopo è quello di alleggerire la vita sfortunata di alcuni bambini senza alcun tornaconto personale se non la loro contentezza. E trovo che tutto questo sia una cosa splendida! 

Fare volontariato con bambini chirurgici non è certo semplice: hai a che fare ogni giorno con tanta

sofferenza ma ricevi anche tanti sorrisi.

A tal proposito, cito il caso di tre dolcissime bambine ricoverate che ho avuto modo di conoscere: appena entrata nella loro stanza col carrello carico di giochi mi vengono incontro non solo per scegliere qualcosa da prendere ma aprono l’armadietto e mi mostrano tutti i loro giochi e i loro peluche come se mi conoscessero da sempre e volessero rendermi partecipe del loro mondo.

 

Sono tornata a casa felice: non dimenticherò mai questo momento che mi ha riempito il cuore di gioia!

Questa esperienza mi fa tornare bambina per qualche ora, conosco tanti giochi dei quali non conoscevo nemmeno l’esistenza ma, soprattutto, mi aiuta a riflettere su quelle che sono le priorità e sul fatto che spesso ci lamentiamo per cose di poca rilevanza. Mi sento vivamente di consigliarla a tutte quelle persone che si lamentano anche per un semplice raffreddore: ne uscirebbero sicuramente ricaricate nel corpo ma, soprattutto, a livello mentale perché i bambini sono lì a ricordarti con i loro sorrisi che nella vita bisogna sempre andare avanti. Perciò, sì è vero che noi facciamo del “bene” a loro ma ciò che fanno i bambini è impagabile e le parole non bastano a raccontare quello che si può comprendere davvero solo vivendolo. E’ un qualcosa che rimane dentro di te e quando rientri a casa ti sembra che quello che hai dato tu a loro sia la metà di quello che loro ti hanno lasciato. 

 

Mi piacerebbe chiudere citando una frase di Madre Teresa:

 

“Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo.

Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare.”





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web