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18/10/2016 | LA VOCE DEI VOLONTARI

Oggi Reana ci racconta entusiasta quella che lei stessa definisce la sua “fantastica esperienza con A.B.C.”: un tirocinio che, giorno dopo giorno, le offre la possibilità di incontrare persone, ricevendone i sorrisi e la gratitudine, di conoscere storie, di riflettere sulla vita e anche sul suo futuro lavorativo e professionale.


Mi chiamo Reana, sono una studentessa di psicologia ed ho iniziato la mia esperienza con A.B.C. ormai due mesi fa grazie al mio tirocinio universitario.                                                                          

Diventare volontaria presso il reparto di chirurgia pediatrica del Burlo mi ha cambiata dentro: ogni bambino che ho incontrato mi ha lasciato un bel ricordo e mi è rimasto impresso nella mente.          

È bellissimo poter donare a questi bimbi il “proprio tempo”, stare lì con loro a parlare, giocare e ridere assieme, semplicemente per provare a farli stare meglio e scordare per un pochino la realtà dell’ospedale, dell’operazione o della malattia. 

La cosa più bella in assoluto è il venir ricompensata ogni giorno da dei grandi sorrisi, arricchendo il mio bagaglio di esperienze con dei bei ricordi. 

Non dimenticherò mai quando una bambina, una volta, mi ha detto tre magiche paroline: “ti voglio bene”; o quando i genitori di qualche bimbo/a ringraziano noi volontari per quello che facciamo. Potrei andare avanti a citare tante altre esperienze così belle, ma è anche vero che non sempre va tutto così bene, perché la realtà dell’ospedale non è facile e non sempre si riesce ad instaurare un rapporto con i bambini malati o sofferenti. Quello che ho potuto osservare è la grande forza che hanno questi bambini e questi genitori nell’affrontare insieme l’esperienza ospedaliera e tutto ciò mi ha fatto riflettere sui reali problemi della vita vedendo tutto da una prospettiva diversa ...

Mi piacerebbe anche condividere un’esperienza: in reparto ormai da alcune settimane c’è un bellissimo bambino di tre anni, a cui purtroppo è stato diagnosticato un tumore. Andando in reparto molto spesso, ho avuto modo di conoscerlo bene, e così anche la sua mamma, arrivando ad affezionarmi a lui. Quando lo vado a trovare devo disinfettarmi le mani e mettere la mascherina per proteggerlo da eventuali virus esterni, ma ogni volta che apro la porta e mi vede è felicissimo e non vede l’ora di giocare assieme. E’ molto intelligente e vivace e mi fa sempre ridere un sacco perché nella sua spontaneità di bambino piccolo fa cose buffe e simpatiche ed è davvero un piacere stare con lui. Nel momento in cui devo andare via mi chiede sempre se tornerò a giocare il giorno dopo e quando gli rispondo di sì, mi saluta mandandomi un bacio con la mano. Quando sono a casa penso spesso a lui e provo ad inventare nuovi giochi da proporgli la prossima volta che andrò a trovarlo, per renderlo felice perché è un bimbo che mi è entrato nel cuore.

Sicuramente terminato il tirocinio continuerò ad essere una volontaria e grazie all’A.B.C. ho anche potuto capire meglio cosa mi piacerebbe fare nel mio futuro: lavorare con i bambini e le famiglie per poter continuare ogni giorno a donare e ricevere questi fantastici sorrisi”.





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web