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03/05/2016 | LA VOCE DEI VOLONTARI

"UN REGALO CHE FAI A TE STESSO": ecco una nuova definizione di "volontariato"!

Oggi Annalisa ci racconta di un incontro speciale avvenuto in reparto, esperienza che ha scatenato in lei un mix emozioni, consentendole di provare una "felicità nuova".


Quando a settembre ho deciso di intraprendere quest’avventura non pensavo che il volontariato mi avrebbe fatto provare così tante emozioni, infatti credevo che mi avrebbe fatto sentire solamente più utile e non che le storie dei bambini, i sentimenti loro e dei genitori, mi avrebbero trasmesso così tanto! Ritengo che non sia facile spiegare quello che si prova quando si entra nelle stanze dei bambini e ciò che riescono a trasmetterti, perciò penso che la cosa più semplice per spiegare tutto ciò sia raccontare un’esperienza che, almeno per ora, è quella che più mi è rimasta impressa nel cuore e nella mente.

Un giovedì di questo inverno, dopo essere arrivata al Burlo, sono entrata nella prima delle stanze in cui svolgo la mia attività di volontariato e ho incontrato una ragazzina che aveva nei giorni precedenti affrontato un’importante operazione per la scoliosi e che doveva camminare un po' ogni giorno. La ragazzina però era impaurita perché non si sentiva molto stabile e all’incitazione della mamma ad alzarsi e provare a fare qualche passo si rifiutava categoricamente. Quando ho visto questa situazione ho iniziato a giocare e a chiacchierare un po' con lei e quando sono riuscita ad instaurare un’intesa, una sorta di feeling, ho iniziato a chiederle perché aveva paura di alzarsi e di fare quell’azione che a noi, che stiamo bene, sembra così banale. Così, tra una parola e l’altra, sono riuscita a convincerla a provare ad alzarsi e a fare qualche passo; e dopo che, con l’aiuto mio, della mamma e dell’altra volontaria presente, ha iniziato a fare qualche passo, ho provato dentro di me una felicità nuova, una felicità diversa dalla solita sensazione che fino ad allora, per altri motivi e in altre situazioni, avevo provato. Ero molto contenta di vedere che questa ragazzina, seppur un po' tentennante, stava facendo una cosa che a lei sembrava così difficile. Non riesco bene a descrivere quello che sentivo e che provavo perché, come spesso accade in questo ambito, ho provato un mix di emozioni che mi ha reso orgogliosa di quello che stavo facendo e specialmente mi ha fatto sentire utile, utile per qualcuno che, alla fin fine, per me era una sconosciuta fino a qualche ora prima …

Quindi, quando penso al volontariato, penso a un’attività che a mio parere dovrebbero fare tutti nella vita perché ti riempie, ti permette di crescere, ti insegna ad aprirti e specialmente a donare te stesso. In fin dei conti, penso che il volontariato sia un regalo che fai a te stesso perché, secondo me, ti arricchisce di emozioni trasmesse dalle persone che tenti di aiutare e perché non c’è niente di più bello che sapere di aver reso felice qualcun altro solo perché gli hai offerto un po' del tuo tempo.





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  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web